Piazza dei Cinquecento - Roma
Stazione Termini è un'entità urbana, inserita nel tessuto ottocentesco della città, animata da attività e funzioni lungo tutto il suo perimetro. Tuttavia, questo complesso sistema di relazioni è attualmente compromesso da flussi caotici di traffico che invadono tutti i suoi margini, creando flussi continui e indistinti che isolano l'interno della stazione dai dintorni. Anche la Piazza dei Cinquecento è stata colpita da questa frattura, perdendo la sua importanza come piazza pubblica.
Il progetto mira a contribuire a una visione della città del domani trasformando questo nodo urbano in uno spazio abitato. La struttura della piazza è divisa in due zone distinte: una minerale e aperta, e l'altra più vegetale e intima, unite dal design del pavimento, concepito come un'estensione delle ferrovie della città e del linguaggio della Stazione Termini. La parte minerale, rivolta verso la stazione, è progettata per rimanere aperta, con una predominanza di materiali leggeri.
L'arboreto che caratterizza la parte vegetale reinterpreta il prezioso affresco raffigurante il giardino di Livia conservato al Palazzo Massimo, proponendo un mix tra un bosco domestico e un giardino selvatico attraverso l'uso di piante di diverse nature e geometrie. Il progetto di mobilità si allinea all'intenzione di ricollegare la stazione con il tessuto urbano, promuovendo lo sviluppo graduale di flussi leggeri e pedonali nei dintorni. Questo obiettivo è realizzabile attraverso la razionalizzazione della presenza della stazione degli autobus in Piazza dei Cinquecento, ottenuta mediante la riorganizzazione delle linee che vi terminano. Inoltre, tutte le linee dirette verso nord sono state dirottate verso Via Marsala. Questa scelta di progettazione aiuta a alleviare il traffico nella piazza e nelle strade adiacenti, creando un progressivo "gradiente di calma".

